SANTUARIO "BEATA VERGINE DELLA COMUNA"

Via Comuna Santuario, 22  46035 OSTIGLIA MN
Tel. 0386/802933  E-mail: fraticomuna@gmail.com

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 ARTE




Nel 1533, per volontà del duca Federico II Gonzaga, il santuario fu ricostruito nelle forme attuali, progettate dall'architetto Giulio Romano, con un portico premesso alla facciata e al fianco sinistro e un interno di straordinaria bellezza.

La triplice navata dell’interno ricorda il Duomo di Mantova. Snelli pilastrini marmorei separano il vano centrale dalle navate laterali e dal presbiterio, dove tra le settecentesche statue di Sant'Anselmo (patrono della diocesi di Mantova) e di San Zeno (patrono della diocesi di Verona, entro la quale un tempo il santuario rientrava) troneggia la venerata immagine della Vergine vista nella sua regalità.

Le cinque arcate longitudinali sono sormontate da finte finestre con timpani dorici o ad arco di cerchio. Pregevole il soffitto ligneo a cassettoni decorato con un motivo di fiori ed angeli sopra ognuno dei 15 comparti in cui il soffitto si divide. Da ammirare la statua scolpita in legno di salice (l’albero dell’Apparizione) della Madonna della Comuna; di incerta datazione, una tela settecentesca raffigurante San Carlo Borromeo e la teoria degli stemmi (i Gonzaga, la città di Ostiglia, la famiglia Cavalli).

Nel santuario si conservano anche alcuni affreschi di discreto valore: l’affresco della Vergine fra S. Antonio Abate e S. Lucia, nella navata sinistra, è della fine del ‘400, un’opera strappata dalla parete interna e ora collocata nel presbiterio. Rimandano alla prima costruzione anche i resti di un affresco di modesta fattura, ancora visibile sulla lunetta dell’antica porta e raffigurante San Martino che dona il proprio mantello al povero.

Dell'originario oratorio del Casone rimane il campanile gotico.







Tavolette lignee PGR

MAGNIFICAT


L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen.